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mercoledì 6 giugno 2012

LA BCE LASCIA I TASSI ALL'1%.

Stavolta niente sorprese. La Bce, nella riunione odierna ha lasciato invariati i tassi all'1%, quindi niente taglio come alcuni analisti avevano pronosticato.

giovedì 6 ottobre 2011

LA BCE LASCIA I TASSI INVARIATI ALL'1,5%

Ultima conferenza stampa per Jean Claude Trichet da governatore della Banca centrale europea prima dell'insediamento di Mario Draghi. Trichet ha annunciato che la Bce ha mantenuto i tassi d'interesse invariati all'1,5%. deciso anche il lancio di operazioni di acquisto di covered bond sul mercato primario e secondario a partire da novembre per un valore di 40 miliardi di euro. Preoccupazione è stata espressa per un possibile rallentamoento della crescita in Europa nella seconda metà del 2011. La Bank of England ha intanto comunicato di aver lasciato invariati i tassi allo 0,5% e di aver aumentato da 200 a 275 miliardi di sterline il piano di quantitative easing.

 

giovedì 7 luglio 2011

NUOVO RECORD DIFFERENZIALE BTP-BUND. LA BCE ALZA I TASSI DELLO 0,25%

Nuovo record del differenziale di rendimento tra Btp decennali e Bund tedeschi. Secondo la piattaforma Tradeweb, si è arrivati al nuovo massimo storico di 225 punti base. Intanto la Bce ha aumentato i tassi dello 0,25% portando il costo del denaro all'1,5%.

domenica 17 aprile 2011

TASSI IN RIALZO: QUALI OBBLIGAZIONI SCEGLIERE?

Nella seduta del 7 aprile la BCE ha alzato i tassi dall'1% all'1,25%. Si tratta di livelli ancora eccezionalmente bassi anche se molti analisti prevedono che la decisione di Trichet sia solo la prima di una lunga serie. Molti esperti indicano infatti che il tasso BCE possa arrivare all'1,75% a fine 2011 e al 2,5% a fine 2012. Si rende quindi necessario un ripensamento delle strategie di investimento nel medio termine. Chi ha soprattutto un portafoglio sbilanciato sul reddito fisso, è bene che inizi a pensare ad investire anche in titoli a reddito variabile, in modo da cavalcare il rialzo dei tassi. I "nuovi" CCT indicizzati al tasso euribor a 6 mesi possono soddisfare tali esigenze, mentre ad esempio un Btp decennale andrebbe incontro ad un deprezzamento. Problema da non sottovalutare in caso di disinvestimento prima della scadenza. Da considerare comunque che attualmente i Btp triennali e decennali mettono al riparo dall'inflazione, comunque in salita sia a livello europeo che mondiale. Chi non si "fida" troppo dei titoli di stato italiani, può attuare una diversificazione in titoli degli stati europei più solidi, come Germania, Olanda e Austria, ma con rendimenti molto più bassi. Decisamente da evitare invece i titoli dei paesi europei cosiddetti periferici come Grecia, Irlanda e Portogallo. Ad esempio il rendimento dei titolo biennali della Grecia ha raggiunto in questa settimana il 18%, un tasso che preannuncia una forte possibilità di una ristrutturazione a breve del debito greco.

lunedì 18 ottobre 2010

EURIBOR A 3 MESI SOPRA L'1%

Per la prima volta dal 13 lulgio 2009, il tasso Euribor a tre mesi è tornato sopra l'1% (il livello del tasso di riferimento dalla Banca centrale europea). Da notare che l'Euribor a tre mesi è il tasso che viene preso come riferimento per i mutui a tasso variabile (il 31 marzo scorso aveva toccato il minimo a 0,634%). Il tasso Euribor a una settimana è passato dallo 0,734% allo 0,743%, mentre quello a un mese è salito dallo 0,777% allo 0,784%.