Gli analisti di Exane hanno confermato la raccomandazione "underperform" sul titolo Eni ed abbassato il target price a 17,5 euro a causa delle forti perdite nella produzione in Libia. Il titolo soffre a Piazza Affari e cede attualmente il 2,18% a 15,73 euro
lunedì 24 ottobre 2011
mercoledì 27 aprile 2011
RIMBALZANO I BANCARI, IN FORTE RIBASSO STM
Seduta molto positiva a Piazza Affari con il Ftse Mib che ha guadagnato l'1,39% e il Ftse Italia All-Share l'1,26%. Sono rimbalzati i bancari: Banco Popolare (+3,6%), Intesa Sanpaolo (+2,7%), Unicredit (+2,7%). Molto bene anche Buzzi Unicem (+3%) che ha beneficiato della promozione di Unicredit che ha portato la raccomandazione da sell a hold. A2A (+2,4%) è salita dopo il possibile accordo con EdF sulla governance di Edison. Ben comprate anche le Fiat Industrial (+2,3%) dopo l'annuncio che la controllata Cnh è pronta ad investire 100 milioni di dollari in Argentina per la realizzazione di uno stabilimento. Eni (+1,8%) ha beneficiato dei conti del primo trimestre che hanno evidenziato un utile netto di 2,22 miliardi di euro (+21%), sopra le stime degli analisti e nonostante la situazione in Libia. In forte controtendenza invece STMicroelectronics (-4%), i conti trimestrali, nonostante il progresso degli utili, sono stati inferiori alle stime degli analisti.
lunedì 21 febbraio 2011
FORTE CALO PER PIAZZA AFFARI. CROLLANO IMPREGILO, UNICREDIT, FONDIARIA, BANCO POPOLARE E INTESA SAN PAOLO
Seduta in forte calo per Piazza Affari sulla scia della drammatica situazione creatasi in Libia. Il Ftse Mib ha ceduto il 3,59% a 22.230,2 punti. Peggior titolo, tra quelli a maggiore capitalizzazione, è stato Impregilo (-6,2%) che in Libia ha commesse per oltre 1 miliardo di euro. Molto male anche Unicredit (-5,7%) che ha nel suo azionariato una forte presenza libica; Fondiaria (-5,5%), Banco Popolare (-5,5%), e Banca Intesa (-5,1%). Ha ceduto oltre il 5% anche Eni nonostante la società petrolifera abbia confermato la produzione negli impianti libici. Molti altri titoli hanno poi ceduto più del 4%. Si è salvata solo Stm, che comunque ha ceduto lo 0,2%, grazie al buon giudizio di Morgan Stanley che ha alzato il prezzo obiettivo sul titolo a 12 euro. Hanno limitato i danni anche Parmalat (-0,36%), Luxottica (-0,7%) e Telecom (-0,9%). Infine da segnalare l'impennata del prezzo dell'oro salito di oltre 18 dollari l'oncia a 1.408,7 e il rialzo del petrolio a 94,12 dollari al barile.
venerdì 21 gennaio 2011
FINMECCANICA: LA LIBIA SALE AL 2,1%
Sale oltre il 2% la partecipazione della Lia, la Lybian Investment Authority, nel capitale di Finmeccanica. È quanto emerge dagli aggiornamenti delle Consob sulle partecipazioni rilevanti. L'operazione che ha visto salire il fondo sovrano libico al 2,1% risale al 17 gennaio scorso. Dalla storica presenza in Fiat, sono molteplici gli interessi libici in Italia, controbilanciati da una rilevante presenza delle big italiane nel Paese nordafricano. Dall'Eni a Finmeccanica, fino ai grandi costruttori, tra tutti Impregilo e Italcementi. La Libyan Investments Autorithy (Lia) ha portato la propria partecipazione in Unicredit al 2,594%, facendo così lievitare l'intera compagine libica oltre il 7%, visto che la Banca Centrale Libica e la Libyan Arab Foreign Bank sono insieme titolari del 4,613%. La presenza libica in Italia nel calcio è di vecchia data. La Libyan Arab Foreign Investment Company (Lafico) detiene il 7,502% della Juventus. Della quota in Fiat, invece, non si sa nulla dall'agosto 2006, quando Tripoli scese sotto il 2%. Voci di interesse libico anche per l'acquisto della As Roma. Interessi libici sono presenti anche in Retelit, la società costituita nel 2007 e che ha successivamente vinto l'asta per il Wi Max nelle regioni del Nord Italia. La quota in mano alla Lafico è attorno al 15%. TV - La Laftitrade, finanziaria del Colonnello, e la Fininvest sono presenti con quote rispettivamente del 10% e del 22% nel capitale della società di produzione e distribuzione cinematografica Quinta Communications, fondata da Tarak Ben Ammar. La "voce" più importante è relativa all'Autostrada sulla costa mediterranea della Libia. Nel settore la Lybian Development Investment Co si è associata con Impregilo nella Impregilo Lidco. Anche il lussuoso hotel Al-Ghazala, che sorgerà nel centro di Tripoli, sarà 'made in Italy': i lavori sono stati assegnati al gruppo Trevi. Di antica data sono poi i rapporti con l'Eni, che ha di recente annunciato l'intenzione di investire in Libia 25 miliardi di dollari. Allo stesso tempo Tripoli detiene una quota di circa l'1% del Cane a sei zampe e non ha fatto mistero di voler salire ancora. (da corriere.it)